Piccola storia di un coming out musicale diventato inutile ma forse pericoloso outing sessuale

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Càpita che per sette anni abbia nascosto la mia identità dietro lo pseudonimo “La Badante“, finto gruppo musicale formato solo da me che vi invito ad ascoltare – lo trovate nella vostra piattaforma preferita – e che pochi giorni fa, in occasione delll’uscita dell’ultimo EP dal titolo “Tipi trasparenti”, nome-omen, abbia deciso di rivelarlo attraverso una piattaforma amica cioè quella di gay.it . Beninteso, non uno scoop stravolgente, semplicemente spiegavo perché fosse nato questo progetto musicale e la sua evoluzione fino ad oggi. L’articolo viene riproposto sul sito Dagospia un paio di giorni dopo e fin qua tutto bene.

Càpita però che nel pomeriggio inizi a ricevere dei messaggi perculanti da parte di un po’ di amici che dicevano “Ah ma questo tuo coming out è incredibile!” o “Mai mi sarei aspettato che tu fossi frocio!” e addirittura dal mio ex fidanzato che mi ha scritto “E io che credevo di stare con un etero-curioso!”. Non capivo a cosa si riferissero, ma allegato a questi messaggi c’era un link, e da lì scopro che un famoso portale acchiappaclic molto in voga su Facebook dal nome “Caffeina” riprendendo in parte l’intervista a gay.it, aveva postato un articolo titolandolo: “Sì, sono gay. Coming out nella televisione italiana“. Lì per lì mi faccio una risata, del mio orientamento sessuale non ho mai fatto segreto. Comincio a leggere i commenti e un po’ le cose cambiano: intanto sono più di 2000 che mi paiono tantini per una non-notizia su uno sconosciuto, ma, abbiate pazienza, lasciatemi elencare un po’ il tono degli stessi:

  • Avanti il prossimo
  • Avanti un altro
  • Altro contratto in vista
  • Che due palle
  • Apposto sémo
  • Ne restano più per noi
  • Esibizionista
  • Ormai non c’è da stupirsi siamo diventati sesso unico
  • L’importante che non si metta a fare spettacolo e che si tenga tutto per se
  • Non se ne può più
  • Mi domando se ci sia rimasto qualche uomo
  • E’ moda dichiararsi
  • Io no, e ci tengo a dirlo con orgoglio etero
  • E’ una moda far sapere che si è omosessuale la vostra vita tenetevela per voi non ci interessa
  • Speriamo che non diventi obbligatorio
  • Siamo in una dittatura di gay
  • Sagra della pannocchia modalità ON
  • Tu mancavi e sei venuto a galla
  • Adesso bisogna tremare se presenti un amico a tuo marito, non si sa mai
  • Mi dispiace, condoglianze
  • Il mondo sta andando a rotoli
  • Sarà contenta tua mamma
  • Povere donne
  • Ma cos’è un epidemia?
  • Bravo sii orgoglioso di non avere più problemi di stitichezza
  • Arrivare a normalizzare e ostentare una cosa che è contro natura lo trovo un atteggiamento deplorevole
  • Povero mondo siamo al capolinea
  • Vaselina non caffè
  • Spuntano come funghi
  • Rimango dell’opinione che se scoppia la guerra chi mandiamo a combattere?
  • Dov’è finito il vero uomo italiano
  • Vuoi vedere che vengono pagati per dirlo? E’ un modo come un altro per fare soldi senza lavorare
  • Sarà un processo di estinzione della razza umana?
  • Deve dipendere dal cambiamento climatico, non c’è altra spiegazione
  • Ancora uno da mandare affanculo, anche se ci va da solo
  • Capisco il perché della flessione importante demografica
  • Bravo vinci una cassa di cetrioli

Grave? No, all’apparenza no. Nessuno mi ha augurato una fine atroce, né mi ha minacciato. Grazie al cielo non ho mai avuto atteggiamenti vittimistici sul mio orientamento sessuale e non credo che se il tono fosse stato più violento avrei cambiato idea. Ma alla lettura di questi commenti, una considerazione è lentamente maturata e cerco di spiegarvela come l’ho spiegata agli amici che mi hanno chiamato per capire cosa stesse succedendo. Vi faccio un piccolo esempio così ci capiamo subito: pensate che io vi faccia cinque telefonate di seguito parlandovi della cucina greca; quindi nella prima vi dico che la cucina greca è buonissima e non esiste migliore insalata dell’insalata greca, nella seconda vi parlo dello tzatziki, nella terza della taramosalata, nella quarta del kokorètzi. Alla quinta mentre vi spiego bene come si fa il mousakà credo che voi giustamente mi direste: “Sì Peppi ma che palle co’ ‘sta cucina greca, oh non mi fraintendere, non ho niente contro la cucina greca, sono stato tante volte in Grecia, ma adesso anche meno, no?”. Ho in sostanza provocato in voi che non avete niente contro la cucina greca, un piccolo fastidio nei confronti della stessa. Trattasi di una sofisticazione che trovo parecchio intelligente. E’ una sofisticazione non dalla miccia corta, non è “Bruciamo tutti i froci e violentiamo tutte le lesbiche!” che provocherebbe riprovazione nella maggior parte dei lettori, ma è dalla miccia lunga e all’apparenza innocua come un semplice: “Sì, sono gay”. Infiltrare subdolamente nella conversazione nazionale un senso di minaccia senza stigmatizzarla in maniera eccessiva è diabolicamente efficace. Ora, non penso che dietro a ciò ci siano gli hacker russi o di fratelli di Italia, non sono ancora arrivato a questo livello di psicosi, sicuramente però chi ha fatto quel titolo sapeva di scavare sottilmente nel fastidio provocato in chi ha sepolto in sé un briciolo di omofobia che scatta quando, sedimento dopo sedimento, riaffiora nella tecnica della ripetizione innocente, facendo per esempio credere che l’Italia sia invasa da froci, molti di più del probabile sette per cento della popolazione, una fantomatica orda di ricchioni impazziti e esibizionisti che gli arrubba lavoro, soldi, figli, famiglia, onore. E questa base di fastidio senza dubbio fa paura, perché aumenta percezioni sbagliate in gente poco strutturata che proietta la propria inadeguatezza in nemici di fantasia. Non è una vera shitstorm ma potrebbe essere lo scheletro di essa. E io che dovevo inaugurare l’anno stilando un precisissimo oroscopo annuale per i lettori di questo blog devo purtroppo annunciare che vi attaccate al cazzo, anzi, per ora avete vinto anche voi una bella cassa di cetrioli e il videoclip di “Tipi Trasparenti”.

La Badante, Italoconnection – “Tipi Trasparenti” The mirrorball remix

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